Sezioni:
A - INTRO ANIMATE e B - GIOCHI E APPLICAZIONI ALTAMENTE INTERATTIVE
Tema "AMBIENTE: VIZI E VIRTU'"
Il TESTO di riferimento.
Il contesto internazionale
La Conferenza delle Nazioni Unite per l'Ambiente e lo Sviluppo (UNCED), tenutasi a Rio de Janeiro nel 1992, ha impostato i primi lineamenti di un piano di azione mondiale per la tutela dell'ambiente. Al termine della conferenza è stato firmato dai 180 capi di Stato presenti un documento, noto come Agenda 21, che raccomanda ai governi di sviluppare politiche ambientali, coinvolgendo tutti i settori economici e sociali nella promozione di interventi concreti di salvaguardia, recupero e buona gestione delle risorse naturali.
A 10 anni di distanza dalla 1° Conferenza, le Nazioni Unite hanno organizzato un secondo appuntamento a Johannesburg nel settembre del 2002 che ha costituito un momento importante per fare un bilancio sul rispetto degli impegni assunti e per rilanciare nuove strategie.
Diverse espressioni sono state usate negli anni per definire lo "sviluppo sostenibile".
Quella che più spesso viene presa a riferimento è contenuta nel Rapporto "Bruntland" Our Common Future (1987) ripresa nella Conferenza ONU su Ambiente e Sviluppo - Rio de Janeiro 1992 che definisce lo sviluppo sostenibile come un processo di sviluppo che risponde alle necessità delle generazioni attuali senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri bisogni.
La premessa alla relazione della Commissione Bruntland era il riconoscimento che il futuro dell'umanità è in pericolo. Our Common Future iniziava infatti così:" Tutti noi dipendiamo, per la nostra vita, dalla biosfera. Eppure ogni comunità, ogni paese combatte per la propria sopravvivenza e prosperità con scarso riguardo al proprio impatto sugli altri. Alcuni stanno consumando le risorse della Terra a un ritmo tale che ne resteranno poche per le generazioni future. Altri, molto più numerosi, consumano troppo poco e vivono con lo spettro della fame, dello squallore, della malattia e della morte prematura."
Una definizione più analitica è contenuta nel paragrafo dal titolo - Il concetto di sviluppo sostenibile - "Uno sviluppo sostenibile esige che siano soddisfatti i bisogni primari di tutti e che sia estesa a tutti la possibilità di dare realtà alle proprie aspirazioni per una vita migliore. (…) Uno sviluppo sostenibile deve perlomeno non apportare danni ai sistemi naturali che costituiscono la base della vita sulla Terra, vale a dire l'atmosfera, le acque, il suolo e gli esseri viventi. Non esistono precisi limiti alla crescita in termini di popolazione o di uso delle risorse, superati i quali si abbia il disastro ecologico. Per il consumo di energia, materie prime, acqua e terra valgono limiti differenziati; molti di essi si manifestano in forma di costi crescenti e profitti calanti, anziché in forma di un'improvvisa scomparsa di una base di risorse. L'accumulo di conoscenze e lo sviluppo della tecnologia possono incrementare la capacità di conservare tale base; ma esistono pur sempre limiti ultimi, e la sostenibilità esige che, assai prima che li si raggiunga, il mondo assicuri equo accesso alle risorse limitate e riorienti gli sforzi tecnologici allo scopo di alleggerire le pressioni sull'ambiente. (…) In sostanza, lo sviluppo sostenibile è un processo di cambiamento nel quale lo sfruttamento delle risorse, l'andamento degli investimenti, l'orientamento dello sviluppo tecnologico e i mutamenti istituzionali sono in reciproca armonia e incrementano il potenziale attuale e futuro di soddisfazione dei bisogni e delle aspirazioni umane."
Alla conferenza di Rio è stata inoltre ratificata la Convenzione quadro sui cambiamenti climatici che pur non vincolando giuridicamente i paesi firmatari auspicava la stabilizzazione delle emissioni di anidride carbonica nel 2000 ai livelli del 1990.
La Convenzione quadro sui cambiamenti climatici ha inoltre istituito la Conferenza delle Parti, con lo scopo di esaminare l'attuazione della convenzione e di qualsiasi relativo strumento giuridico che la conferenza delle parti adotta. La sessione più nota della conferenza delle parti è quella che si è tenuta a Kyoto nel 1997 e che ha portato alla stesura del Protocollo di Kyoto che per la prima volta ha definito degli obiettivi quantitativi di riduzione delle emissioni alteranti del clima fino al 2010.

L'Europa e lo sviluppo sostenibile
Negli ultimi anni, l'Unione Europea si è attivamente adoperata per mantenere l'Agenda 21 sottoscritta a Rio de Janeiro nel '92 tra le sue priorità politiche. Il concetto della sostenibilità, da semplice assunzione di un principio sta cominciando a coniugarsi in strategie, obiettivi, finanziamenti, accordi internazionali.
Il programma che ha posto le basi di una strategia di sviluppo radicalmente innovativa rispetto alle precedenti azioni comunitarie è il V Programma d'Azione (1992-2000) "Per uno sviluppo durevole e sostenibile".
Il programma identifica cinque Settori chiave di intervento (industria, energia, trasporti, agricoltura e turismo), sette temi specifici (il cambiamento del clima, l'acidificazione e la qualità dell'aria, la protezione della natura e della biodiversità, la gestione delle risorse idriche, l'ambiente urbano, le zone costiere, la gestione dei rifiuti) e tre settori sensibili che richiedono una gestione del rischio (rischi industriali, sicurezza nucleare e protezione radioattiva, protezione civile ed emergenze ambientali).
Più recentemente il documento della Commissione preparatorio del Consiglio Europeo di Goteborg (2001) Sviluppo sostenibile in Europa per un mondo migliore: strategia dell'Unione europea per lo sviluppo sostenibile rappresenta un ulteriore passo verso una proposta di strategia a lungo termine per il coordinamento delle politiche ai fini di uno sviluppo sostenibile. La strategia dell'UE tende ad integrare totalmente i pilastri economico, ambientale e sociale dello sviluppo sostenibile ed il documento sottolinea che lo sviluppo sostenibile offre all'Unione europea una visione positiva sul lungo termine di una società più prospera e più giusta, con la promessa di un ambiente più pulito, più sicuro e più sano: una società che garantisca una migliore qualità della vita per noi, per i nostri figli e per i nostri nipoti. Per raggiungere questi obiettivi nel lungo termine, la crescita economica, la coesione sociale e la tutela dell'ambiente devono andare di pari passo.
È questo il contesto in cui si è sviluppato il Sesto programma di azione per l'ambiente, intitolato Ambiente 2010: il nostro futuro, la nostra scelta il quale definisce gli obiettivi e le priorità ambientali che faranno parte integrante della strategia della Comunità europea per lo sviluppo sostenibile nell'arco dei prossimi cinque-dieci anni e illustra in dettaglio le misure da intraprendere.
Il nuovo programma individua 4 aree di azione prioritarie:
- Cambiamento climatico
- Natura e biodiversità
- Ambiente e salute
- Risorse naturale e rifiuti
Va infine tenuto presente il più recente e importante documento della Commissione della Comunità Europea, in materia di sostenibilità locale: la Comunicazione "Quadro d'azione per uno sviluppo urbano sostenibile nell'Unione Europea" . In particolare per tutelare e migliorare l'ambiente urbano "la via da seguire consiste nel ridurre l'impatto ambientale totale (o "impronta ecologica") delle attività urbane, migliorando in tal modo le zone urbane. L'azione della UE dovrebbe in particolare contribuire alla realizzazione dei seguenti obiettivi:
- migliorare la qualità dell'aria nelle zone urbane, l'affidabilità e la qualità dell'acqua potabile, la protezione e la gestione delle acque di superficie e di falda; diminuire all'origine la quantità di rifiuti da smaltire e ridurre l'inquinamento acustico;
- tutelare e migliorare l'ambiente modificato dall'uomo e il patrimonio culturale; diffondere la diversità biologica e moltiplicare gli spazi verdi nelle zone urbane;
- diffondere modelli di insediamento compatibili con un'efficace utilizzazione delle risorse, capaci di ridurre al minimo lo spazio occupato (e lo sviluppo urbanistico incontrollato);
- limitare il più possibile gli effetti negativi dei trasporti sull'ambiente, in particolare adottando politiche di sviluppo economico basate su un uso meno intensivo dei trasporti e incentivando l'uso di mezzi di trasporto più efficaci per quanto riguarda gli effetti a lungo termine sull'ambiente;
- migliorare i risultati delle imprese in termini di compatibilità ambientale, attraverso l'adozione in tutti i settori di un'efficiente gestione ambientale;
- ridurre in modo significativo e quantificabile le emissioni di gas responsabili dell'effetto serra nelle zone urbane, soprattutto utilizzando razionalmente l'energia, ricorrendo maggiormente alle fonti di energia rinnovabile, e alla produzione di energia combinata (calore e elettricità) e riducendo la quantità di rifiuti;
- ridurre al minimo e gestire i rischi ambientali nelle aree urbane;
- promuovere strategie di gestione delle zone urbane più integrate, plurisettoriali e sostenibili dal punto di vista ambientale; nell'ambito delle zone urbane funzionali, promuovere strategie di sviluppo compatibili con gli ecosistemi, che tengano conto dell'interdipendenza tra città e campagna, migliorando in tal modo i legami esistenti tra centri urbani e rispettive periferie rurali.

Gli impegni nazionali
Il Piano nazionale per lo sviluppo sostenibile (1993) costituisce il primo documento del Governo italiano ispirato al concetto di sviluppo sostenibile in sintonia con le indicazioni proposte dal V Piano d'azione ambientale europeo.
Recentemente il Ministero dell'Ambiente e della tutela dei territorio ha pubblicato il documento "Strategia d'azione ambientale per lo sviluppo sostenibile in Italia" in cui vengono individuati i criteri per promuovere uno sviluppo sostenibile a livello nazionale.
Nel documento sono individuati gli indicatori di sostenibilità stabiliti dal Ministero dell'Ambiente in base ai dati forniti dalla relazione sullo stato dell'Ambiente in Italia del 2000 e agli indicatori selezionati a livello comunitario dalla Commissione Europea.
Il Ministero dell'Ambiente ha suddiviso gli indicatori in quattro filoni;
- clima ed atmosfera;
- natura e biodiversità;
- qualità degli ambienti e qualitá della vita negli ambienti urbani;
- prelievo delle risorse e produzione dei rifiuti.
Tali filoni sono quelli presentati anche dal 6° Programma Quadro dell'Ambiente dell'UE.

Il processo di Agenda 21 Locale ( A21L)
L'Agenda 21 locale è la traduzione locale del Programma Agenda 21 dell'ONU e costituisce un processo partecipato in ambito locale per giungere ad un consenso tra tutti i settori e attori della comunità locale per elaborare in modo condiviso un Piano di azioni e progetti verso la sostenibilità ambientale, sociale ed economica del territorio.
In particolare il paragrafo 28 dell'Agenda 21 impegna gli enti locali (Regioni, Comuni e Province) ad aprire un confronto con i propri cittadini, con le associazioni locali e con le imprese private ed adottare una Agenda 21 locale.
La Conferenza organizzata ad Aalborg (DK) nel maggio 1994 (600 partecipanti da 30 Stati europei) ha predisposto una Carta di impegni e programmi (Carta di Aalborg), rivolgendo l'invito a firmarla a tutte le città e realtà metropolitane che intendano impegnarsi nella direzione della sostenibilità.
La Carta definisce il concetto di sostenibilità, individua le responsabilità ambientali delle città e le impegna a sviluppare politiche e azioni per andare "verso città sostenibili".

L'Agenda 21 della Provincia di Modena
La Provincia di Modena ed il Comune di Modena sono state tra le prime amministrazioni pubbliche ad aderire ai principi ed agli obiettivi della Carta di Aalborg per lo sviluppo sostenibile.
La Provincia è giunta alla decisione di avviare un processo di Agenda 21 sul proprio territorio (decisione assunta nel 1996 con l'adesione alla Carta di Aalborg) dopo aver impostato e avviato numerose iniziative volte a migliorare la capacità di gestione e intervento in campo ambientale: il rafforzamento delle attività di monitoraggio ambientale, di controllo, di programmazione e gestione (dai rifiuti alle risorse idriche), di sostegno agli attori istituzionali, sociali ed economici. L'Agenda 21 Provinciale costituisce pertanto la naturale prosecuzione di un impegno, e un'occasione per rilanciare l'azione ambientale a partire dalle aspettative e dai bisogni dei territori, al fine di pervenire a dinamiche di sviluppo intrinsecamente sostenibili.
Il processo di Agenda 21 sviluppatosi si è configurato come momento di partecipazione attraverso l'istituzione del Forum Ambiente e sviluppo sostenibile e come luogo di definizione di un quadro coerente di obiettivi, strategie e azioni di sostenibilità ambientale attraverso il Piano d'Azione.
Parallelamente all'attività del Forum e alla promozione di iniziative "trasversali" di supporto orientate alla partecipazione e al dialogo tra gli attori locali, sono stati sviluppati alcuni strumenti e metodologie:
- Bilancio serra della Provincia di Modena, strumento teso a rappresentare gli effetti sull'atmosfera derivanti dall'utilizzo dei combustibili fossili per l'autotrazione, l'industria ed il riscaldamento, causa principale dei cambiamenti climatici in corso
- Un sistema di contabilità ambientale per la Provincia di Modena: il bilancio ambientale allegato al bilancio di previsione con l'obiettivo di esaminare i prelievi di risorse (input) e i rilasci in ambiente (output) sulla base dei dati disponibili nei vari settori dell'amministrazione. Il bilancio ambientale costituisce un primo elemento per un ben più complesso sistema di contabilità ambientale per un ente locale ed una base importante per l'acquisizione di dati ambientali e per il loro monitoraggio. Grazie a questo monitoraggio è possibile indicare delle tendenze annue e degli obiettivi e azioni per gli anni successivi sui principali temi (energia, acqua, materiali riciclati, emissioni atmosferiche, rifiuti) in un'ottica di miglioramento continuo delle performance ambientali dell'ente stesso.
- la periodica Relazione sullo Stato dell'Ambiente della Provincia di Modena, oggetto delle sezioni A (intro) e B (giochi e applicazioni altamente interattive) della seconda edizione del concorso aniMoweb.

Prima relazione sullo stato dell'ambiente in provincia di Modena (1983 e 1988)
La prima relazione sullo stato dell'ambiente fu prodotta nel 1983 e successivamente aggiornata nel 1988. Ecco i titoli dei capitoli del volume, per avere una idea degli argomenti trattati:
- Introduzione
- Il quadro socio-economico della provincia di Modena
- Lo stato delle acque nella provincia di Modena
- Lo stato del suolo nella provincia di Modena
- Lo stato dell'aria nella provincia di Modena
- Lo stato della flora e della fauna nella provincia di Modena
- Emergenze di interesse storico-naturalistico nella provincia di Modena
- Lo stato della popolazione in provincia di Modena
- L'energia nella provincia di Modena
- Stato della salute della popolazione nella Provincia di Modena


Seconda relazione sullo stato dell'ambiente in provincia di Modena (1997)
La seconda relazione invece è stata presentata nel luglio del 1997, frutto di tre anni di lavoro da parte di decine di tecnici ed esperti coinvolti; il volume cartaceo prodotto contiene più di 600 pagine piene di resoconti, dati e commenti. Hanno collaborato a questa ricerca diversi enti e istituzioni: Arpa di Modena, Regione Emilia Romagna, Azienda Usl, le Università di Modena, Bologna, Parma e Pisa, i Comuni di Modena e Carpi, il Consorzio Bonifica di Burana, la Camera di Commercio, il Corpo Forestale dello Stato, l'Enel e l'Atcm di Modena .
Nel volume sono stati passati in rassegna tutti i principali indicatori sullo stato di salute dell'ambiente: la qualità dell'aria e delle acque, l'inquinamento acustico, il rischio idrogeologico (sono state censite circa 500 frane in provincia di Modena), sismico e idraulico, la situazione della flora (154 specie di piante che rischiano di scomparire definitivamente) e della fauna (sono state elencate le specie estinte e quelle in via di estinzione nel territorio modenese). Per ogni argomento sono stati riportati i dati relativi alle rilevazioni degli ultimi anni, con analisi e commenti.
Una parte della ricerca è stata dedicata all'impatto sull'ambiente dell'attività economica: la chimica in agricoltura, gli allevamenti zootecnici, le attività industriali, con capitolo specifico sulla ceramica (nel 1996 la produzione di piastrelle è arrivata alla cifra record di 554 milioni di metri quadrati) e sulla lavorazione dei tessuti nel distretto di Carpi; quindi le attività estrattive, il problema dei trasporti, la produzione e lo smaltimento dei rifiuti. Una sezione è stata dedicata all'impatto ambientale della rete distributiva (centri commerciali, ipermercati).
Nella sezione conclusiva sono stati illustrati i programmi di tutela, la normativa vigente in materia di ambiente, la riorganizzazione dei servizi, le iniziative di educazione ambientale, gli interventi protezione civile e l'attività di pianificazione territoriale gestita dalla Provincia. Tra questi progetti (dati aggiornati a luglio 1997): le aree protette, fino al 6,7 per cento del territorio provinciale, la bonifica di 52 siti contaminati da 170 mila tonnellate di rifiuti industriali tossici, la regolamentazione dello spandimento dei liquami di oltre 600 mila maiali, lo sviluppo della lotta integrata in agricoltura e la realizzazione del Piano territoriale che serve da guida per i piani regolatori dei Comuni in materia di tutela ambientale.
Nel volume è stata anche riportata una ricerca sui costi ambientali. Come indicatore sono state esaminate le spese per l'ambiente dei bilanci dei Comuni modenesi: la nettezza urbana, i costi del sistema fognario, le spese per parchi e giardini e le spese relative all'assetto del territorio. Osservando i dati relativi ai singoli Comuni del modenese e' emerso che il 50 per cento della spesa ambientale provinciale si concentra a Modena, Sassuolo, Carpi e Formigine.
Ecco infine i titoli dei capitoli del volume della seconda relazione, per verificare gli argomenti trattati:
STATO DELL'AMBIENTE
- ambiente naturale
- ambiente antropico
- qualità dell'ambiente
- salute
CAUSE DI DEGRADO AMBIENTALE
- agricoltura, zootecnia, silvicoltura
- attività manifatturiere, estrattive ed energia
- attività terziarie
OBIETTIVI PROGRAMMI AZIONI
- informazione, ricerca, educazione
- strumenti giuridici a tutela dell'ambiente
- aspetti economici
- programmi ed azioni

Terza relazione sullo stato dell'ambiente in provincia di Modena (2004)
Tale relazione verrà prodotta per il mese di febbraio 2004. Conterra' le valutazioni sullo stato dell'ambiente percorrendo i temi gia trattati nelle precedenti due relazioni, e al contempo verranno illustrati obiettivi, programmi e azioni in corso d'opera.
Rispetto alle precedenti versioni la relazione avra' una trattazione piu' sistemica, utilizzerà un ristretto set di indicatori ambientali ed economici e avra' un filo conduttore ben preciso che e' quello di verificare "l'impronta ecologica" delle attività della collettivita' modenese nel suo territorio, in rapporto ai parametri di sviluppo sostenibile definiti dalle organizzazioni mondiali, europee, nazionali e locali.
La Relazione non sarà ultimata prima della fine del 2003, e non vi e' compatibilità con le scadenze del concorso aniMOweb. Dato questo problema, per fornire sufficienti informazioni agli autori al fine della produzione delle opere per il concorso aniMOweb occorre riferirsi in primo luogo al progetto della ricerca che sottostà alla realizzazione della terza relazione sull'ambiente in provincia di Modena.
Lo stesso progetto per la elaborazione della terza relazione sullo stato dell'ambiente è molto complesso e qui si cercherà di sintetizzarlo il piu' possibile.
Obiettivo
Osservare, analizzare e prevedere l'evoluzione dei modello di sviluppo "reale" realizzatosi in provincia di Modena in rapporto ai principi di sostenibilità enunciati a livello internazionale (Carta dei principi sulla sostenibilità e Agenda 21 approvata alla Conferenza di Rio de Janeiro del 1992 promossa dall'ONU, Carta di Aalborg approvata nel 1994 dalle Città Europee impegnate a realizzare un modello urbano sostenibile, Carta di Goteborg approvata dalle Regioni europee, etc.) sulla base dell'analisi di un apposito Kit di indicatori di sostenibilitá e di modelli di simulazione valutati idonei per un'area vasta di dimensione provinciale.
Contenuto della ricerca
Lo studio, realizzato utilizzando gli indicatori di sostenibilità urbani suggeriti a livello europeo, integrati da un ulteriore Kit di indicatori selezionati tra quelli segnalati nel documento "Strategie d'azione ambientale per lo sviluppo sostenibile in Italia" predisposto dai Ministero dell'Ambiente e suo ulteriore arricchimento con alcuni indicatori "economico-sociali", dovrebbe fotografare lo stato e le relazioni tra ambiente, società, economia dell'area in esame, verificarne la coerenza con i principi di sostenibilità e diagnosticarne l'evoluzione nel tempo.
Tale ricerca presuppone l'individuazione di indicatori significativi della "realtà", indicatori di sintesi della sostenibilità, di modelli matematico-dinamici che simulino il funzionamento e l'evoluzione delle relazioni fra le componenti al fine della definizione di scenari futuri di medio e lungo termine 2010 e 2030.
Lo studio dovrà tener conto di eventuali analoghe corrispondenti realtà europee e preoccuparsi, seppure schematicamente di cogliere le interrelazioni tra l'area vasta Provincia ed altre entità territoriali complesse quali il livello regionale, il bacino idrografico, gli ecosistemi, i bacini del traffico, i distretti industriali, etc.
Area oggetto dell'indagine
L'indagine si condurrà sull'intero territorio della provincia di Modena, area vasta significativa del modello di sviluppo realizzatosi in Emilia-Romagna, suddividendola in sette aree omogenee:
- area di Modena (città di Modena)
- area della Ceramica (Sassuolo, Fiorano, Maraonello, Formigine), con attenzione alla componente reggiana dei distretto
- area di Vignola (Vignola, Castelvetro, Castelnuovo, Savignano s/P, Spilamberto)
- area di Carpi (Carpi, Campogalliano, Soliera, Novi)
- area Nord di Mirandola e i suoi 9 Comuni
- area di Castelfranco (Castelfranco, S. Cesario s/P, Nonantola, Ravarino, Bomporto, Bastiglia)
- area collinare?montana e i suoi 18 Comuni.
Ciò consentirà di confrontare fra di loro i risultati dell'indagine per area omogenea in modo che le valutazioni che ne deriveranno possano fondarsi sulla comparazione interna alla provincia di Modena e quando possibile, nei suoi risultati di sintesi, attraverso la comparazione con i dati delle altre Province dell'EmiIia-Romagna e/o di questa con altri dati nazionali ed europei.
Prodotti finali della relazione
1) rapporto sugli indicatori comuni di sostenibilità europei dei Comuni o aggregazione di Comuni con oltre 60.000 abitanti (sistemi "metropolitani": Modena, Carpi, Sassuolo);
2) rapporto sulla impronta ecologica della provincia e delle sue sette aree omogenee significative dei modello di sviluppo;
3) rapporto su un numero limitato di indicatori tradizionali di stato, pressione e risposta (n. 30 - 40).
4) modello dinamico per la prefigurazione di scenari di medio periodo 2010?2030 ed elaborazioni relative sia al territorio provinciale che per singole aree omogenee;
5) schema organizzativo di un osservatorio che tenga monitorati il modello di sviluppo nei suoi indicatori più significativi con capacità di analisi delle loro interrelazioni e di simulazioni di scenari futuri;
Partners
la ricerca proposta viene promossa da: Regione Emilia-Romagna, Provincia di Modena, Comune di Modena e Università di Modena e Reggio Emilia e realizzata dall'Associazione Mario Del Monte di Modena.
Fonti dei dati necessari
Si è deciso di raccogliere i dati, quando possibile, su un arco di 10 anni (1992-2002) per consentire estrapolazioni di medio - lungo periodo (2010-2030).
Le fonti dei dati sono quelle disponibili dai partecipanti alla ricerca ed in particolare:
- ARPA (Agenzia Regionale Prevenzione Ambiente) per quanto riguarda i rilevamenti sulla qualità dell'aria, acqua, suolo, rumore salute;
- AESS (Agenzia per l'Energia e lo Sviluppo Sostenibile) per quanto riguarda i consumi energetici e le emissioni di C02;
- La Provincia di Modena per i dati relativi all'uso dei territorio, alla gestione industriale, all'acqua ed ai rifiuti, alle coltivazioni, alle superfici protette, ai rischi e alla difesa dei suolo;
- Università per quanto riguarda i dati sulle specie minacciate (biologia animale) ed economici (economia);
- Comuni oltre i 40.000 abitanti per gli indicatori di sostenibilità urbana
Modello dinamico per l'analisi della sostenibilità dello sviluppo nella provincia di Modena
L'aspetto modellistico ha come obiettivi:
- Evidenziare le interrelazioni esistenti tra le diverse dimensioni dei problema della sostenibilità: pressione ambientale dello sviluppo economico, i potenziali squilibri provocati sul modello di insediamento della popolazione (problema dello spopolamento delle aree di montagna), sul mercato dei lavoro (crescente richiesta di manodopera immigrata) e così via.
- Creare scenari tendenziali sullo sviluppo dei sistema locale nel medio e nel lungo periodo nell'ipotesi di politiche ambientali ed in generale locali immutate. Al di là dei realismo di tali scenari, il contributo che forniscono soprattutto quello di evidenziare i costi non solo economici ma anche ambientali e sociali impliciti nella prosecuzione delle attuali tendenze.
- Sviluppare scenari alternativi sullo sviluppo di Modena che evidenzino l'impatto di un diverso insieme di politiche ambientali e locali sia in termini di riduzione dei costi ambientali, economici e sociali sia in termini di una eventuale minore crescita economica ed occupazionale.
Gli indicatori della terza relazione sullo stato dell'ambiente della Provincia di Modena
Molti di questi indicatori sono di difficile comprensione per coloro che non sono tecnici dell'argomento. Vengono qui elencati come aiuto (si spera) per inquadrare il problema, per completezza di informazione e per fornire una idea sui dati che verranno trattati nella relazione.
Chi fosse interessato ad approfondire puo' ovviamente chiedere informazioni di dettaglio che verranno pubblicate nelle Frequently Asked Questions.
CLIMA ED ATMOSFERA
1) Consumo di tonnellate di petrolio (trasporti, processi industriali, uso agricolo e civile). Consumo energetico totale.
2) Emissione di anidride carbonica da consumo di energia
3) Contributo di fonti rinnovabili di energia al bilancio energetico provinciale (energia solare, uso come combustibili di legno e biomasse vegetali, ecc.)
4) Emissione di anidride carbonica, metano, biossido di azoto da processi trattamento rifiuti ed attività agricole
5) Emissioni totali di anidride carbonica
6) Emissioni/assorbimenti di anidride carbonica da suolo e foreste
7) Concentrazione anidride carbonica e ozono in atmosfera
8) Cloro Fluoro Carburi recuperati (circuiti refrigeranti e frigoriferi rottamati, raccolta di bombolette spray usate)
NATURA E BIODIVERSITA'
9) % di specie vegetali e animali minacciate sul totale delle specie native
10) Superficie adibita ad uso agricolo
11) Superficie adibita ad uso di bosco
12) Superficie adibita ad uso urbano (comprese le infrastrutture)
13) Superficie adibita ad uso naturalistico
14) Superfici a coltivazione biologica
15) N° e superfici delle aree protette e dei parchi terrestri e % sul territorio provinciale
16) Indice di pericolosità da calamità naturale: dissesto idrogeologico, sismica, da incendio boschivo
17) Aree recuperate da degrado o riutilizzate
QUALITÀ DELL'AMBIENTE - AMBIENTE URBANO (PER COMUNI O GRUPPI DI COMUNI OLTRE 60.000 ABITANTI)
18) Soddisfazione dei cittadini
19) Contributo locale alle emissioni di anidride carbonica (traffico urbano, impianti di riscaldamento, ecc)
20) Incidenza mezzi motorizzati nella mobilità dei passeggeri locali
21) Accessibilità a verde, beni storico-culturali, servizi
22) Giorni di buona qualità dell'aria
23) Mobilità casa-scuola
24) Imprese (private e pubbliche) con certificazione ambientale (EMAS, ISO) o sociale
25) Esposizione della popolazione a inquinamento acustico
26) Aree naturali (in contesto urbano) protette da espansioni urbane / Aree degradate o contaminate (in contesto urbano) ora rigenerate e riutilizzate
27) Diffusione prodotti sostenibili
QUALITÀ DELL'AMBIENTE - AMBIENTE IN AREA PROVINCIALE
28) Suddivisione del territorio in zone e Piani di risanamento acustico nelle zone piu' soggette ad inquinamento acustico
29) Inquinamento idrico superficiale e sotterraneo
30) Numero di giorni di superamento dei livelli di qualità dell'aria nelle centraline di rilevamento
31) Numero e diffusione delle esperienze partecipative in favore della sostenibilità
32) Numero di verifiche e controlli preventivi ed ispettivi sulle illegalità ambientali; Numero di violazioni
RISORSE E RIFIUTI
33) Impronta ecologica (superficie pro capite in metri quadrati)
34) Bilancio idrico (riserva, consumi annui, piovosità e livello della falda acquifera)
35) % della popolazione civile servita dal depuratore
36) Produzione totale rifiuti; Produzione pro capite rifiuti; Produzione rifiuti/unità di PIL
37) Raccolta differenziata rifiuti globale e pro capite
38) Rifiuti pericolosi/rifiuti totali
39) Consumi energetici totali rispetto al PIL (Prodotto Interno Lordo, ovvero il risultato finale dell'attività di produzione delle unità produttrici residenti)
40) Indice di Biopotenzialità Territoriale (un indicatore capace di misurare lo stato di equilibrio di un territorio, valutando la sua capacità di mantenersi entro le condizioni di equilibrio in cui si trova al momento dell'analisi).
INDICATORI SANITARI ED ECONOMICI
41) Livello di concentrazione del reddito (indice di Gini)
42) Valore aggiunto provinciale delle attività economiche (il valore aggiunto è l'aggregato che consente di apprezzare la crescita del sistema economico in termini di nuovi beni e servizi messi a disposizione della comunità, risultante della differenza tra il valore della produzione di beni e servizi conseguita dalle singole branche produttive ed il valore dei beni e servizi intermedi dalle stesse consumate)
43) Proporzione di malattie da inquinamento e dallo stile di vita (malattie potenzialmente provenienti dall'ambiente)
44) Struttura della popolazione (anziani su giovanissimi)

Caratteristiche territoriali e socio-economiche della provincia di Modena (aggiornamento a novembre 1999)
CARATTERISTICHE
Tutte le caratteristiche
Territorio
Clima
Viabilità e trasporti
Popolazione
Struttura produttiva
Import export
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SEZIONE A (intro): tutte le linee guida (indicazioni testo e immagini)
SEZIONE A (intro): indicazioni generali
SEZIONE B (giochi): tutte le linee guida (indicazioni, testo e immagini)
SEZIONE B (giochi): indicazioni generali
SEZIONI A (intro) e B (giochi): testo di riferimento
SEZIONI A (intro) e B (giochi): le immagini
SEZIONE C (cortometraggi): indicazioni generali
SEZIONE A (intro), B (giochi) e C (cortometraggi): filmati

Il 31/7/2003 e' scaduto il termine per partecipare all'edizione 2003 del concorso aniMOweb.

Per partecipare al concorso occorreva:

1) leggere il regolamento
2) esaminare le linee guida
3) cercare nelle faq (Frequently asked questions)
4) richiedere eventualmente informazioni o chiarimenti
5) produrre e consegnare gli elaborati entro il 31/7/2003 insieme al modulo di iscrizione compilato

Ora e' possibile:

6) guardare la propria animazione nella sezione a (intro animate), nella sezione b (videogames o applicazioni altamente interattive) o nella sezione c (cortometraggi)
7) votare il premio del pubblico.

I premi in palio:

Sezione A (Intro animate su temi ambientali)
classificato -> 1.500 €
classificato -> 700 €
classificato -> 300 €
premio del pubblico -> 100 €

Sezione B (Giochi o applicazioni altamente interattive su temi ambientali)
classificato -> 1.500 €
classificato -> 700 €
classificato -> 300 €
premio del pubblico -> 100 €


Sezione C (Cortometraggi animati sul tema dell'inquinamento)
classificato -> 1.500 €
classificato -> 700 €
classificato -> 300 €
premio del pubblico -> 100 €

I promotori del concorso sono:

1) l'Ufficio Presidenza, Relazioni Esterne e Servizi di Direzione della Provincia di Modena
2) l'Assessorato Ambiente e Sviluppo Sostenibile della Provincia di Modena
3) Focus Lab

PARTECIPARE: regolamento - linee guida - giuria - faq - iscrizione - newsletter - VEDERE: sezione A (intro) - sezione B (giochi) - sezione C (cortometraggi) - CERCARE: ricerca per autore - in rassegna - news - eventi - precedenti edizioni - VOTARE: istruzioni - voto del pubblico - info.animoweb@provincia.modena.it - MAPPA DEL SITO - LINKS - CREDITS - HOME

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Ultimo aggiornamento Venerdì 28 Marzo, 2003